Scrivere non è una pizza. Può essere divertente come quando si impastano tra loro diversi ingredienti segreti, sporcandosi un po’, giocandoci, in attesa di sfornare una storia. Lo ha scritto Omar, uno dei bimbi che è venuto a trovarci lo scorso anno alla Grande Fabbrica delle Parole: “Sono felice di essere venuto qui, non solo perché abbiamo saltato le ore di matematica ma anche perché è bello fare una specie di libro. Anche se all’inizio pensavo fosse una pizza” (dovreste vedere il suo disegno di questo piatto).

Alla sua si aggiunge la voce di Nicola “In questa esperienza mi sono divertito un mondo proprio come a Gardaland (quasi)”.

O quella di chi, come Alice, è felice di aver conosciuto una “scrittrice vera, in carne ed ossa”.

C’è poi chi si complimenta per ‘la logistica’: “Mi son divertito tanto e penso che questa organizzazione sia molto ‘organizzata’ ”.

Trovate le loro parole nel nostro Libro degli ospiti. Siamo contenti che presto, con i nuovi laboratori, i bimbi ce ne regaleranno delle altre. Intanto stiamo organizzando la nostra organizzazione.