Neymar Ramadam era un uomo tutto di un pezzo.
Era un uomo serio e intransigente, uno di quelli sempre in giacca e cravatta. Mai un sorriso, mai un cedimento, mai una distrazione.
Di lavoro faceva il preside: fin da giovane aveva dimostrato una grande propensione allo studio e, su spinta dei genitori, aveva deciso di dedicarsi all’insegnamento e poi era diventato preside. Era un uomo saggio, di sani principi e la sua fama di ottimo insegnante si diffondeva fra le scuole d’America.
Neymar, però, sotto la cravatta e la camicia, nel profondo del suo cuore, nascondeva una passione: il Rap.
Amava ballare il Rap, amava ascoltarlo e cantarlo a squarciagola. Anche se era un uomo affermato e un preside famoso, non si sentiva soddisfatto: il suo sogno rimaneva quello di fare il ballerino. Avrebbe voluto sfondare nel mondo del Rap, diventare un grande ballerino ed esibirsi nella patria del rap: Miami.
Un giorno, sulla sua ordinatissima scrivania, trovò una lettera: era un invito a presentarsi alla Casa Bianca per aiutare i presidenti; avrebbe dovuto insegnare agli uomini più importanti d’America.
Subito lasciò la sua scuola e partì alla volta di Washington, senza dimenticare però di mettere in valigia la sua musica preferita…

Continua anche tu la storia come hanno fatto al laboratorio i bambini della classe 5A della scuola Russo Pimental di Milano!